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Pulici

Di e con Sara Firrarello   Disegno luci Elena Rosa  Suono Riccardo Napoli    Produzione Campo Barbarico Roma,  con il sostegno di Spazio Oscena Catania     Premio CittaÌ€ Laboratorio 2020 Orestiadi di Gibellina​​​

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Pulici è un canto della sparizione. Un cunto del dolore. Una tragodia non al capro ma alla pulce, misero insetto senza ali, minuzia. Una misera tragedia per pulci. Sull'orlo di un vuoto, una danza tra narrabile ed inenarrabile, un tempo che incede, un corpo che intercede una memoria frammentata e reinventata, idioma di un non più per ciò che ne rimane: un'assenza. In questo cunto al femminile, nato per raccontare la morte ai bambini, c'è il fuoco di una dimensione intima, domestica. Non c'è declamazione, non c'è coraggio, non ci sono gesta, c'è la storia di una perdita: di un amore, di una vita, di un'esistenza qualsiasi.

 

“In Pulici uso la mia lingua madre più madre che posso, alfabeto di un entroterra siciliano, per indagare silenzio e grido delle creature in cui mi perdo e che perdo. Abito personaggi per solitudine e smarrimento. Le parole sono la riscrittura di un ricordo sonoro d'infanzia, un'archeologia popolare giunta fino alla mie giovani orecchie, una drammaturgia di resti, sottratta al mio oblio. Ne ho custodito il passaggio, l'intangibile traccia. Il resto l'ho immaginato, incorporato, donato”.

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